Manifestazione del 9 maggio 2008:
Ci ritroviamo (per chi riesce ad arrivare prima) al Piazzale della Stazione Tiburtina tra le 8.00 e le 9.30
Punti di ritrovo e itinerari per arrivare davanti al Ministero:
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Piazzale Stazione Tiburtina
A piedi per 200 metri fino alla fermata Tiburtina Prendere la linea METRO B (LAURENTINA) per 4 fermate Scendere alla fermata TERMINI A piedi per 50 metri fino alla fermata TERMINI Prendere la linea 40 (P.ZA PIA/CASTEL S. ANGELO) per 4 fermate - Scendere alla fermata ARGENTINA A piedi per 300 metri fino all'arrivo via Arenula |
Piazzale Stazione Termini
A piedi per 50 metri fino alla fermata TERMINI Prendere la linea 40 (P.ZA PIA/CASTEL S. ANGELO) per 4 fermate Scendere alla fermata ARGENTINA A piedi per 300 metri fino all'arrivo via Arenula |
Ritrovo finale:
Ci troviamo poi tutti tra le ore 10,00 e le ore 10.30 nei pressi del MINISTERO DI GIUSTIZIA
Portate fischietti, megafoni, tastiere e mouse, chi può
anche macchinette di stenotipia, cuffie, tamburelli, eccetera...
- Cittadinanzattiva
- Comitato Lavoratori ATU
- Eleonora Orlandi (Report-Rai3)
- Co.v.it.
- Paola Pagnanelli (Resto del Carlino)
...e ancora tutti, nessuno escluso! Ora più che
mai partecipare è importante.

...probabilmente termini quali
“verbalizzatori, stenotipisti, trascrittori, fonici” significano poco o
nulla per molti, ma nella realtà descrivono figure importanti nello scenario
della Giustizia praticata nei Tribunali italiani. Agli inizi degli anni 90,
a garanzia del cittadino, venne introdotta nel processo penale la
resocontazione integrale del dibattimento, ovvero le udienze dovevano essere
registrate (con registratori che col tempo si sono evoluti da analogico a
digitale), poi riascoltate, trascritte, riviste, stampate e impaginate,
cosicché il prodotto finale entrava quale parte integrante del fascicolo del
dibattimento. In alternativa, sempre rispettando il principio
dell’integralità del parlato, la ripresa avveniva per mezzo di sistemi
stenotipici che altro non sono che una forma di stenografia computerizzata.
Tutto questo per la imprescindibile necessità di non stravolgere il senso
delle testimonianze, come invece poteva avvenire con la verbalizzazione
riassuntiva e manuale che evidentemente non poteva rispettare i tempi del
parlato. In questi ultimi sedici anni da questa concreta necessità sono nate
tante realtà locali, con operatori di professionalità molto avanzata, con
profonda conoscenza lessicale e dei dialetti del territorio, tanto da poter
parlare federalismo della resocontazione, piccole realtà forse, ma attive,
elastiche, capaci di sostenere orari non preventivamente determinabili per
consegnare i verbali nei 3 giorni previsti dal contratto. Tutto senza che
mai avvenisse un riconoscimento ufficiale delle qualifiche professionali.
Ancora oggi questi tecnici altamente specializzati sono inquadrati in modo
vario e fantasioso, addirittura come metalmeccanici! Malgrado ciò le ditte
del settore non hanno creato problemi al suo committente Ministero di
Giustizia, hanno lavorato con passione e generosità, benché i contratti non
abbiano mai previsto incrementi economici per il lavoro serale, notturno,
festivo che spessissimo si è reso necessario per il rispetto della
tempistica. Il tutto è stato reso possibile, in larga misura, proprio da
strutture piccole e agili, ben radicate sul territorio, in grado di
rispondere con efficacia alla esigenze del servizio mettendo in campo il
valore insostituibile della professionalità. Tutto questo fino a quando nel
2005 qualcuno ha deciso di procedere a quella che poi è diventata una tra le
più grosse sconfitte di tutto il sistema Giustizia Italiano: una gara
nazionale per il servizio di verbalizzazione. Allora i piccoli, e anche i
più grandi, indotti da richieste di caratteristiche economiche impossibili
da raggiungere in un settore così di nicchia, si sono precipitati a creare
consorzi e cooperative, a trovare partner con fatturati milionari, sono
stati introdotti nuovi termini: “portale”, “fenix media”, “File
finalizzato”, “text media” in linea con il linguaggio informatico, ma non
certo con quello giudiziario… La gara è stata indetta in periodo di regola
dedicato al riposo, il 17 agosto 2005, e allora tutti con ansia a formare
entità che potessero coprire l’intero stivale. Utopia iniziale e conseguente
disastro, lo hanno dimostrato, e lo dimostrano ancora, i fatti. Le nuove
modalità nazionali si concretizzano comunque il 16 novembre 2006, lasciando
a spasso la metà di tutti gli operatori italiani, perché è ovvio, dove ci
sono vincitori ci sono anche gli sconfitti e gli sconfitti in questo caso
sono proprio i più piccoli, i professionisti in proprio, quelli che non
avrebbero mai potuto superare la scoglio economico della quota associativa,
molto elevata, imposta dal raggruppamento temporaneo di impresa risultato
poi vincitore dell’appalto. Lo Stato Italiano indice quindi questa gara con
una base d’asta che rispecchia la spesa dell’anno in corso, ma la gara è al
ribasso e viene vinta con un 30% in meno. Lo stato in due anni ha
risparmiato 20.000.0000 di euro, però ha dovuto pagare assegni di
disoccupazione a dipendenti licenziati, spese giudiziarie per reiterati
rinvii dei processi (pagamento per nuove notifiche e viaggi dei testimoni,
straordinari dei cancellieri, tempo lavoro di personale retribuito senza che
si raggiungesse la fine del dibattimento nei tempi previsti, ecc. ecc.),
interrogatori pagati due volte perché assegnati anche sotto forma di perizia
per ovviare alla mancata consegna nei tempi. Dove sta il risparmio? E poi
uno stato che pensa di risparmiare su due cose importanti del cittadino
quali salute e giustizia, che stato è? E questo risparmio cosa ha
comportato? In gara si sono ritrovati due gruppi e ciascuno rispecchiava
grosso modo il 50% del territorio, nessuno dei due gruppi poteva vantare la
copertura nazionale, e chiaro che se operi in 50 per coprire il 100, diventa
fatale accumulare ritardi su ritardi, poi errori per mancanza del tempo da
dedicare alla revisione dei testi, e poi e poi… è stata una valanga. A gara
vinta si è scoperto come, per coprire i buchi, ci si sia accontentati di
personale declassato: i verbalizzatori, i fonici, i trascrittori, gli
stenotipisti erano assimilabili, dopo un mese di contratto, a studenti
universitari con lavoretti part-time, ad anonimi che lavoravano a casa loro,
che trattavano materia tanto delicata come quella processuale, senza
controlli sulla loro adeguatezza a rendere tale servizio, persone senza
cognizione di cosa stessero scrivendo. Udienze intere rinviate per mancanza
del verbale trascritto; processi in prescrizione e quindi detenuti in
libertà; personale sottopagato a causa del budget insufficiente; tanti
professionisti e tante ditte locali messe fuori gioco, dopo dieci—quindici
anni di inappellabile servizio; persone monoreddito in mezzo ad una strada
senza lavoro e senza prospettive. Oggi siamo qui insieme uniti, una piccola
rappresentanza dei forse 1500—2000 operatori del settore. Oggi vogliamo
chiedere al Ministero di fare un passo indietro, di ritornare a gare locali
o almeno distrettuali (Competenza di Corti di Appello) di dare un giusto
ruolo a verbalizzatori, fonici, trascrittori, stenotipisti, il ruolo che
compete loro. Non chiediamo una sistemazione statale, ma dignità, lavoro per
tutti perché ce n’è veramente per tutti, sia per chi attualmente porta
avanti con milioni di difficoltà il contratto e sia per chi si è trovato
fuori gioco. Con questo sistema di appalto hanno perso tutti, sia vincitori
della gara (Astrea—Lutech) e sia perdenti della gara (Scripta). E’ tempo di
dialogare. Al Co.v.it che oggi appoggia questa manifestazione preme
sottolineare come avesse fin dall’inizio espresso un netto parere negativo
rispetto alla fattibilità del servizio attuato secondo le modalità espresse
dalla gara nazionale. “Processi rinviati per assenza del fonico, rischio di
scadenza dei termini di custodia cautelare a causa di mancata assistenza
fonica delle udienze preliminari, rifiuto di assistenza tecnica alla
registrazione di interrogatori in carcere, produzione di trascrizioni
infedeli e incomplete, violazione dei più elementari criteri di riservatezza
attraverso la rete informatica, ritardi sistematici nel deposito delle
trascrizioni: questo ed altro si è andato creando nelle aule dei Tribunali
dopo il 16 novembre 2006”. Da allora Co.v.it in più sedi ha sottolineato con
forza il rischio, non remoto, che si creasse una sorta di monopolizzazione
del servizio di trascrizione eliminando di fatto dal mercato aziende tuttora
operanti, pur se a ranghi ridotti. Il Co.v.it vuole sottolineare in tutto
questa storia ha come scopo primario la tutelare delle aziende e dei
professionisti aderenti, ai quali di contro viene richiesto di garantire
professionalità, rispetto per la privacy e tempestività nella consegna dei
dati, elementi primari e cardine nel servizio di verbalizzazione
giudiziaria. Ed intende comunicare che le aziende che fino al 15 novembre
2006 operavano ed hanno operato sempre e comunque nel rispetto dei contratti
- confermandosi serie, puntuali, precise sono pronte a coprire i servizi che
i presidenti dei Tribunali o delle Corti d’Appello volessero loro affidare
nella forma contrattuale che venisse ritenuta più opportuna e nel rispetto
degli indirizzi che il Ministero darà alle Corti d’Appello ovvero ai
Tribunali.
Comitato perseo day in collaborazione con Co.v.it.
Grazie!
Non amo esaltare cose e avvenimenti che
non rispecchiano la realtà: eravamo in pochi, una trentina, potrei dare
anche la colpa ad una serie di situazione che si sono venute a creare e che
non erano previste al momento della fissazione della data, vedi lo sciopero
dei mezzi pubblici a Roma soprattutto dalle 8.30 alle 12.30, ma sarebbe
inutile e soprattutto ridicolo dare la colpa a tutto ciò. Ma grazie lo
stesso! Grazie anche a chi mi ha scritto privatamente in questa ultima
settimana mettendo a nudo i proprio disagi e i propri problemi, soprattutto
economici ma che idealmente erano in piazza con noi. Grazie a Torino, Udine,
Milano, Macerata, Porto Sant'Elpidio, Roma, Magliano Sabina, Napoli,
Taranto, Manfredonia, Cosenza, Trapani presenti con i proprio
rappresentanti. Grazie alle Forze dell'Ordine che c'hanno assicurato il
proprio servizio (malgrado la natura pacifica della manifestazione), grazie
a chi ci ha sostenuto nel silenzio ma che era idealmente presente. Grazie a
chi ha continuato a lavorare per le proprie aziende e che non ha bloccato la
macchina giustizia. Si continua, da oggi si ritorna ad interpretare ognuno
il proprio ruolo, la propria parte. Colgo l'occasione di salutare tutti i
colleghi che ho conosciuto per la prima volta alla manifestazione e comunque
i colleghi di tutta Italia.
In bocca al lupo! E che crepi una volta per tutte!
La manifestazione del 9 maggio ci ha dato
la possibilità di guardarci in faccia, di conoscerci meglio e conoscere
altri colleghi. Malgrado eravamo pochi sembravamo tutti di uno stesso
partito, tutti di una stessa nazione, tutti di uno stesso padre.
Certo, (ed era logico) vi erano moltissimi Scriptiani, pochissimi Astreani,
un po' di Covittiani e un paio di Perseani, ma tutti sulla stessa lunghezza
d'onda. Ognuno con il proprio pessimismo ma tutti con speranze future.
E' vero che finchè c'è vita c'è speranza, ma è anche vero che chi di
speranza vive disperato muore... (aiuto se comincio con i proverbi non ne
esco più) Tutti consapevoli che il Ministero non farà passi indietro, che
non tornerà a gare locali e distrettuali, malgrado è stato richiesto nella
nota ufficiale fatta pervenire a chi di competenza, ma è la regola del
"Chiedo 10 ed avrai almeno 3", ovvero gare a più lotti, ma la cosa
essenziale è "EVITARE IL RISPARMIO". Il Budget che sia utilizzato tutto
affinché non ci sia più la scusa che per colpa del basso budget si debba far
lavorare studenti universitari e mandare un fonico per tre aule. Questo
potrebbe accadere ancora e a chiunque, visto che uno più uno fa solo e
sempre due e malgrado ci si sforzi anche con calcoli utopici uno più uno non
farà mai neanche due e mezzo. Se in questo settore si smette di risparmiare
forse c'è posto per tutti (I professionisti però) finalmente c'è una paga
adeguata e dignitosa, ma soprattutto si crea una specie di albo in cui
entrarci sarà difficile ma nello stesso tempo tutelerà sia chi già vi entra
e sia le aziende che possono contare su personale qualificato. Questo è
stato il succo della giornata del 9 maggio. Tutto l'accessorio serve a ben
poco, ma se non si parte da queste basi non si andrà da nessuna parte e
penso che questo metta d'accordo tutti.
Naturalmente questo è solo ed esclusivamente un mio pensiero dettato dalla
mia mentre e dalla mia esperienza. Adesso aspetto i vostri commenti. Chiedo
moderazione, soprattutto attenersi al tema e quindi evitare di scrivere ciò
che ormai è risaputo ed è diventata minestra stracotta. Punti di vista e
questa volta lo pretendo: che vengano da tutte le parti: Astreani,
Scriptiani, Covittiani e se esistono nuove forme di vita ben vengano.
Gradirei avere interventi non in forma anonima. quando scrivete il commento,
sotto il posto scrivete a "Nome Utente" il vostro nome. Grazie.
Naturalmente il tutto verrà sottoposto a moderazione dal sottoscritto. La
pubblicazione del commento potrebbe subire anche un ritardo di 24 ore.
